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Il mercato di Ponte Milvio contro la Bolkestein

“Aridatece il banco sotto casa“: è il grido d’allarme. La mobilitazione è iniziata oggi e andrà avanti fino al prossimo 15 dicembre

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Duca Gioielli

La mobilitazione è iniziata oggi e andrà avanti fino al prossimo 15 dicembre nei molti mercati della Capitale che hanno aderito a partire da quello di Ponte Milvio e passando per Piazza dell’Unità, Colli Albani, Magna Grecia, Epiro, Garbatella, Spinaceto, Tor De’ Cenci, Laurentino 38, Vigna Murata, Grotta Perfetta, Montagnola, Navigatori.

Tutti i cittadini potranno contribuire alla battaglia per escludere i mercati dalla Bolkestein inviando un sms al numero 3202041938.

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A un’ora dal lancio erano arrivati già 200 sms. Il più affettuoso? “Ma se Antonio non c’è, chi mi prepara le puntarelle fresche la mattina?!”

Aridatece il banco sotto casa“: è il grido d’allarme della Cna di Roma che chiede, al fianco degli operatori dei mercati, all’amministrazione capitolina di sollecitare il Governo nazionale a intervenire per escludere il commercio su area pubblica dall’applicazione della direttiva Bolkestein e di prorogare il rinnovo di almeno due anni.

Se non modificata, la direttiva Bolkestein applicata al rinnovo delle concessioni delle postazioni nei mercati rischia di mettere in ginocchio gli operatori e di privare i romani dei loro banchi di fiducia.”

così Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Cna Commercio-Roma, spiegando che “Le concessioni per 12mila postazioni nel solo Comune di Roma scadono infatti il prossimo 7 maggio, dunque il Campidoglio ha pochi mesi a disposizione per rimetterli a bando. Una missione impossibile. Per questo abbiamo organizzato in collaborazione con S.A.C.E.A e Mercati Settimanali Roma a partire da oggi quindici giorni di mobilitazione all’interno dei mercati, per sensibilizzare anche gli utenti che rischiano di non trovare più il banco di fiducia sotto casa. ”

A Roma i mercati giornalieri sono 120 e quelli settimanali oltre 300. Negli ultimi anni hanno attraversato una crisi senza precedenti. Oltre che dalla diffusione della grande distribuzione, il calo dei banchi e la crisi dei mercati è stato determinato, negli ultimi anni, da un cambiamento negli stili di vita dei romani e dalla mancanza di politiche di valorizzazione da parte dell’amministrazione capitolina, come emerge da uno studio condotto da Cna di Roma in collaborazione con S.A.C.E.A e con il contributo della Camera di Commercio di Roma.

“Nei mercati giornalieri – si legge nella nota di CNA – il numero di piccole imprese in attività risulta inferiore rispetto alle autorizzazioni comunali in essere di circa 500 unità. La differenza si spiega con il fatto che molti esercenti preferiscono conservare l’autorizzazione nella speranza di poter prima o poi riavviare l’attività. Quanto all’offerta merceologica, il settore ortofrutticolo è il più rappresentato con un banco su tre che rientra in questa categoria; seguono le “macellerie” (10%) a breve distanza dalle “pizzicherie” (9%), seguite dalle “pescherie” (6%). Il resto del settore alimentare non specializzato rappresenta un ulteriore 13%, il restante 27% è legato alle attività non alimentari, con “abbigliamento” e “casalinghi” in cima alla classifica.”

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4 COMMENTI

  1. Non esiste che abbiamo forse 2 o 3 anni. Io l’ho comprate con tanti sacrifici, per avere un domani un aiuto finanziario quando andrò in pensione. Non prendo la pensione di un politico o un porta borse. Quando lo comprata mi dovevano dire l’ufficio registri che era provvisoria.per tanto GUAI A Chi ME LA TOCCA…..

  2. L’ articolo e’ sicuramente interessante. Però se qualcuno ci spiegasse esattamente che cosa e’ questa direttiva Bolkestein lo sarebbe ancora di più.

  3. Sulla direttiva Bolkestein trovo un po’ strana la posizione dell’amministrazione capitolina. In sostanza obbligherebbe a mettere a bando le concessioni dei posti all’interno dei mercati e quelle degli ambulanti che come scrive sopra Marco le hanno sempre considerate come loro proprietà per sempre. Per cui chi ha un banco al mercato (quindi su area pubblica) lo considera sua proprietà per sempre, lo trasmette ai figli o, come ormai spesso avviene, lo affitta a qualcuno (ormai per lo più extracomunitari). Il fruttivendolo di una volta quindi stanco di alzarsi all’alba affitta il suo banco all’extracomunitario di turno e ottiene una rendita senza fare nulla. Il nuovo “gestore” non potrà mai ottenere il banco in quanto la concessione è rinnovata in perpetuo all’ex fruttivendolo. Tutto questo su area pubblica. La Bolkestein va quindi a toccare gli interessi di quella che per me è anch’essa una casta (vedi ad esempio la famiglia Tredicine) come ce ne sono tante in Italia (tassisti, esercenti stabilimenti balneari, etc.).

    • Quoto Paolo incondizionatamente.
      La concessione non deve essere fissa ma a rotazione.
      E con controlli più severi

      Guardate cosa succede a ponte milvio.

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