
Per l’undicesimo anno consecutivo 61 utenze corrispondenti ad aziende e famiglie residenti a Malborghetto, località sulla Flaminia all’estrema periferia del Municipio XV, non potranno usare l’acqua che esce dai loro rubinetti perché contenente arsenico.
Con Ordinanza sindacale n. 154 del 17 dicembre 2024 il sindaco Gualtieri ha infatti prorogato il divieto di utilizzo per il consumo umano dell’acqua proveniente dagli acquedotti rurali ARSIAL fino al 30 giugno 2025. Ma attenzione, 30 giugno e non 31 dicembre come negli anni precedenti. La vicenda, iniziata oltre dieci anni fa, pare dunque essere alle ultime battute.
Il primo stop fu dato a inizio marzo 2014 e riguardava anche altri acquedotti nel tempo poi bonificati. Gli abitanti di Malborghetto dovranno invece attendere ancora sei mesi se tutto va bene. I lavori sono iniziati a fine 2022 e dovevano durare “365 giorni naturali e consecutivi” ma sono poi intervenuti dei fattori (una variante ha interferito con l’attraversamento di un corso d’acqua e con la relativa modalità di posa della condotta) che hanno necessitato di ulteriore tempo per essere risolti e per arrivare al completamento dell’opera.
Da quanto ora si legge nell’Ordinanza,” Acea Ato2 Spa ha comunicato che sono in corso le fasi relative alla temporanea messa in esercizio dell’opera al fine di ottenere il nulla osta igienico sanitario da parte della ASL per consentire la successiva interconnessione con la rete Arsial che, salvo imprevisti, potrà avvenire entro il primo semestre del 2025”.
Di conseguenza, scrive il sindaco nell’ordinanza, “preso atto che i lavori sono pressocché in ultimazione… si rende necessario prorogare fino al 30 giugno 2025 il divieto di utilizzo dell’acqua ad uso umano disposto con Ordinanza Sindacale n.139 del 22.12.2023 (valida sino al 31 dicembre 2024), per consentire l’espletamento delle attivita tecnico-amministrative”.
Infine, nell’ordinanza si dice anche che della proroga del divieto sarà data “massima diffusione mediante pubblicazione all’Albo pretorio di Roma Capitale, sul sito istituzionale di Roma Capitale e mediante affissione di pubblici avvisi nel Municipio XV in corrispondenza delle strade coinvolte”.
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Sono un fortunato utente del suddetto acquedotto di Malborghetto che da sempre ci ha dato
acqua inquinata e non potabile, poi da dieci anni assolutamente vietata dalle ordinanze dei vari sindaci succedutisi a Roma, ora circa un mese fa è arrivata una raccomandata dell’arsial in cui
“si avvisa che la presente vale a tutti gli effetti di legge anche quale interruzione della prescrizione del vostro debito per gli anni 2020-2021-2022-2023 e che il mancato pagamento nei termini indicati comporterà il recupero forzoso ecc…….” in pratica 136,33 € per ogni anno segnalato. Lascio a chi legge le considerazioni sul’arsial, la regione lazio, il comune di roma.
Ciao Alberto, anche noi abbiamo ricevuto tale raccomandata.
Secondo me è impugnabile perché non si può chiedere un rimborso (che poi è la stessa cifra della quota annuale prima della ordinanza, hanno solo cambiato nome) su un servizio non utilizzabile vista l’ordinanza restrittiva del Comune, che poi anche la stessa Arsial aveva comunicato che non ci sarebbero stati pagamenti fino al ripristino dell’acquedotto con ordinanza risolutiva, Ho ancora le lettere dell’epoca dell’Arsial.
Non possiamo impugnarla questa “truffa”?