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La riscoperta della via Flaminia più vicina a Roma: storia, luoghi e personaggi

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1a.jpgUn viaggio virtuale da Ponte Milvio a Casale Malborghetto alla riscoperta dei luoghi più interessanti e suggestivi di una consolare ricca di testimonianze del passato. Questo è l’obiettivo dell’incontro di studio che, moderato da Livia Ventimiglia, si terrà all’Auditorium dell’Ara Pacis il 22 giugno alle 17 alla presenza di Umberto Croppi, Assessore alla Cultura di Roma. Come relatori Gaetano Messineo, Maria Pia Partisani, Fabrizio Vistoli e Francesco Laddaga.

La via Flaminia è un’antica strada romana ancora oggi esistente con lo stesso nome, che da Roma si dirige verso il nord-est della penisola. Fu fatta costruire da Gaio Flaminio nel III sec. a.C., riunendo vari tratti di strade già esistenti, ed ebbe miglioramenti e restauri in epoche successive, specie sotto Augusto e Vespasiano. Usciva da Roma per la porta Fontinale della mura Serviane, e più tardi, quando la città fu cinta dalle mura Aureliane, dalla porta Flaminia (odierna Porta del Popolo). Dopo un breve tratto in comune con la Cassia, se ne distaccava appena oltrepassato Ponte Milvio; attraversava quindi l’Agro Falisco, l’Umbria e arrivava al Mare Adriatico, proseguendo poi lungo la costa sino a Rimini.

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«… Prima cura dei Romani per consolidare le loro conquiste e favorirne di nuove, fu quella di costruire veloci e sicure strade di comunicazione. Partendo dal miglio aureo, collocato nel Foro Romano, queste arterie si spingevano fino alle estreme propaggini del mondo allora conosciuto, vincendo difficoltà di ogni sorta e formando una fitta rete connettiva tra la Capitale e le province…»
Più o meno con queste parole, quasi un secolo fa, lo scrittore Edoardo Martinori apriva la sua fortunata guida sulla via Flaminia, una delle principali strade ricordate, voluta dal censore – poi console – Gaio Flaminio al tempo della CXXXIX Olimpiade (anno 531 di Roma) e portata a compimento in soli quattro anni nel percorso principale da Roma a Rimini.

Da allora le conoscenze acquisite su questo importantissimo iter, specie nel tratto più vicino all’Urbe, sono esponenzialmente aumentate, grazie a sapienti flaminia.JPGindagini archeologiche e metodici accertamenti scientifici in corso d’opera dagli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso. I risultati di tali esplorazioni, che hanno consentito il riordinamento, l’aggiornamento e talvolta la correzione di precedenti studi e ricostruzioni a firma di insigni archeologi e storici dell’Ottocento e degli inizi del Novecento (Thomas Ashby, Giacomo Boni, Ersilia Caetani Lovatelli, Giuseppe Antonio Guattani, Rodolfo Lanciani, Antonio Nibby, Carlo Promis, etc.), vogliono ora essere portati alla più ampia attenzione della collettività, con duplice intento: innanzitutto far avvicinare il pubblico, specie quello più giovane, alle testimonianze del passato meno conosciute, al fine di suscitarne la sensibilità e favorirne approcci nuovi; in secondo luogo, fissare capisaldi di conoscenza da cui partire per avviare progetti di recupero e di fruizione dal punto di vista culturale oltre che turistico.

Fabrizio Vistoli

Auditorium dell’Ara Pacis, 22 giugno alle 17.00

 

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